Rossi di Albizzate ha fatto la storia del design italiano. Da un piccolo paese vicino a Varese, Albizzate, dove ancora esiste il museo, sono scaturite innovazioni del design fissate nell’immaginario collettivo. La SuperSassi di Matteo Thun, la Garden Bay di Willem Brouwer, la serie Dodo in collaborazione con Redwall. Una lista oceanica di architetti che hanno collaborato con questa realtà nata nel cuore della Lombardia poco dopo gli anni Venti e diventata un gigante, che ha contribuito a fondare l’attuale salone del Mobile italiano: Vitelli e Ammanati, Carlo Bartoli, Hans Von Klier, Claudio Salocchi, AdamTihany, Matteo Thun, sono solo alcuni dei nomi.
Il brevetto rivoluzionario, che mise la firma inconfondibile di una identità, fu Rofoam, la schiuma poliuretanica che aprì la strada allo stampaggio a freddo e l’ingresso nel mondo dei Compassi d’Oro con i progetti firmati da Hans von Klier.

Rossi di Albizzate ha sempre innovato, ha sempre avuto un pensiero laterale fortissimo. Da quando Giuseppe Rossi, dopo la metà degli anni Venti, trovò una soluzione per mantenere gli ambienti eleganti con divani trasformabili in letti: gli spazi erano ristretti, si doveva mediare. “Confortevole”, uno dei primi prodotti definiti “seduta letto”, risale al 1939.

Era l’inizio di un percorso grandioso: chi faceva in auto la Milano-Varese negli anni Settanta, si trovava davanti la struttura metallica che apriva a una grande vetrina dove si alternavano tutti i prodotti di design concepiti insieme a studi di architettura.

Noi nei prodotti abbiamo sempre cercato di inserire l’artigianalità, perché non abbiamo mai lavorato sui presupposti delle grandi produzioni di serie: la ricerca non era orientata ai numeri ma alla bellezza di lavorare con gli architetti in primis con il pensiero e poi con la progettazione
dicono i due fratelli Piero e Luigi Rossi, che hanno ceduto il brand circa due anni fa alla società Creation. Il mondo era cambiato, gli eredi di terza generazione non avevano interesse a proseguire la storia, seviva qualcuno che potesse raccogliere questa eredità.
Abbiamo cercato per anni e anni una realtà che potesse proseguire nel rispetto del passato. E finalmente abbiamo trovato Creation
Dal Costa Smeralda Yacht Club all’arte
Il segreto di Rossi di Albizzate era l’incipit artigianale che consentiva agli architetti di comporre gli ambienti in maniera customizzata. Case, uffici, barche: nulla era realizzato in maniera seriale. Ogni cosa era concepita per durare, per mantenere valore.
A volte capitava che dopo 30 anni le sedute venissero passate ai figli, con un concetto di sostenibilità che oggi è attualissimo
Chiunque conosceva Rossi di Albizzate. Il suo inconfondibile design colorava lo Yacht Club Costa Smeralda, il Terminal Costa Crociere a Barcellona, le sale vip Alitalia. Nel 1976, Piero e Luigi Rossi avviano la collaborazione, tutt’ora in essere, con il noto marchio di borse RedwallBorbonese. Nel 1980 Dario Rossi, fondatore di Redwall, progetta per gli omonimi Rossi di Albizzate, la Serie Dodo, linea di sedute outdoor, ideali anche per l’uso su barche. La serie è un richiamo preciso alle prime famose borse sartoriali ‘destrutturate’ in tela ‘vela’ disegnate dallo stesso Dario.

Per anni e anni Luigi Rossi siede nel CdA del Salone del Mobile e acquisisce la vice presidenza.
I fratelli Rossi, appassionati d’arte, vantano inoltre importanti collaborazioni con artisti di fama internazionale. Uno per tutti Lucio del Pezzo che all’inizio degli anni ’80 lavora con Carlo Bartoli alla serie di mobili ‘Intarsio’.
Carven, la celebre griffe Parigina, veste con i suoi tessuti leggeri le collezioni intitolate semplicemente “Ma Griffe Carven”. Anche l’artista francese Alain Carrè porta la sua creatività su molteplici prodotti Rossi di Albizzate: Landing-Email, Superamerica-Verre Cattedrale, Zigo-Beaux-arts, Zago-Molas.

Il futuro, da scrivere insieme a Creation
Quando Giuseppe Rossi decise di trasformare i divani in letti mantenendo l’eleganza, studiò a lungo.
Nostro padre realizzò e brevettò movimenti che potevano servire per trasformare divani in letti, dalla falegnameria alla tappezzeria alla cucitura: tutto era fatto in azienda, portando avanti l’idea di una meccanizzazione fantasiosa
Difficile, trovare qualcuno che proseguisse una tradizione del genere mantenendone lo spirito.
Creation Italia può dare continuità alla nostra realtà. Ha rispetto del passato e una forte propensione a innovazione e qualità. Abbiamo sentito lo spirito giusto
Oggi, il nuovo flagship, in via Francesco Sforza 4, è a pochi metri di distanza dallo storico negozio di Largo Augusto a Milano.
Un luogo dove spesso vengono ospitati artisti, con la stessa vocazione alla bellezza che mosse Giuseppe Rossi tanti anni fa. La storia continua…






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