Governare l’incertezza e promuovere una politica industriale


Gen 5, 2026Personaggi

Un’azienda, oggi, deve cercare soluzioni in quello che Angelo Guarini, direttore di Confindustria Brindisi, non esita a definire un ambiente “turbolento”.
Il contesto esterno è cambiato molto –spiega Guarini, che alle spalle ha una lunghissima carriera alla direzione del personale di giganti come Fincantieri, Italsider, Aeritalia/Alenia, prima di tornare nella sua terra natale in ambito confindustriale- Le incertezze geopolitiche, variabili come il costo dell’energia, fattori di turbativa costanti, rendono la vita più difficile alle piccole medie imprese”.
La zona del Brindisino è tra le più ricche nel Mezzogiorno di aziende che fanno parte di gruppi internazionali. Sulle quali ovviamente ricadono in maniera pesante gli svantaggi legati al costo energetico.
Un’azienda che opera nel contesto delle materie plastiche e dei film per imballaggi è stata acquisita da un gruppo indiano con sedi in vari paesi europei e negli Stati Uniti ed è chiaro che un’energia pagata il doppio rispetto ad altre realtà rappresenta una diminutio competitiva”. Di fronte a questi scompensi, gli imprenditori italiani non si arrendono.

Gli stabilimenti Salver di Magnaghi Aerospace

Molti stanno facendo investimenti in impianti di autoproduzione, anche usando gas o fotovoltaico. Tanti gruppi nostri associati vorrebbero fare investimenti anche nel settore eolico, ma ci sono forti resistenze con problemi autorizzativi”.

La mancanza di una politica industriale, che penalizza una zona fiorente

La cosa che riscontro, è l’assenza di una politica industriale fatta di scelte coerenti.

Guarini parla da uomo che sa cosa sono le grandi industrie, perché in esse ha gestito equilibri complessi con misura e competenza: da Fincantieri, Monfalcone, il cantiere navale più grande d’Europa con 7.000 dipendenti, a Italsider, centro siderurgico, per arrivare alla sede di Napoli di Alenia con i suoi 6.000 dipendenti in 4 stabilimenti , dove era Responsabile relazioni industriali.

Angelo Guarini Direttore Confindustria Brindisi

Chiudere una centrale a carbone come quella di Brindisi, che è costata 4.000 miliardi ed è dotata di tecnologie come i desolforatori o i denitrificatori –sapendo fra l’altro che in Cina o in Germania questo tipo di impianti continuano ad operare senza problemi- è purtroppo autolesionista.
In questo momento mi sto personalmente adoperando per il rilancio dell’aeronautica civile nel nostro paese”.

Esiste il progetto “Windrunner”,un immenso aereo capace di trasportare gigantesche torri eoliche, fruibile anche come cargo o per trasporti militari: l’azienda è americana e si prevede di utilizzare un grande aeroporto, sottoutilizzato, a Grottaglie. “Sono mesi che il progetto è in itinere a livello nazionale, certamente anche per le dimensioni dell’investimento complessivo e dell’importo per il cofinanziamento di Stato e Regioni interessate. Un programma che non possiamo farci sfuggire come sistema-Paese : parliamo a regime di 2.500 dipendenti diretti e di un indotto gigantesco”. Ad oggi, il produttore –Radia Wind Runner– ha creato Radia Italia.

Siamo in contatto stretto per offrire la massima collaborazione possibile come Confindustria. Vorrei peraltro sottolineare che programmi aeronautici durano decenni

La vocazione aeronautica di Brindisi

 

Sono tre le importanti presenze su cui ruota l’indotto aeronautico e aerospaziale pugliese. Leonardo elicotteri,qualche settimana fa è stato riadattato un hangar per la manutenzione dei velivoli, qui lavorano circa 600 persone più l’indotto.

Leonardo Elicotteri

Poi c’è Avio Aero del gruppo GE, che produce componenti di motori di aerei, e fa manutenzione di motori civili e militari e siamo a circa un migliaio di persone”. Infine c’è la Salver di Magnaghi Group che circa 400 addetti e produce componenti e particolari in fibre di carbonio per la maggior parte delle industrie aerospaziali mondiali.

Avio Aero foto di Michele D’Ottavio

Recentemente,inoltre, si è insediata a Brindisi la joint venture Aero Alliance, unione fra Baker Hughes(ex Nuovo Pignone) e General Electric, divisione oil gas. “Parliamo di uno stabilimento finalizzato alla _manutenzione_ di turbine eoliche aero derivate”.
Bridisi è stata la prima zona di produzione aeronautica degli anni Trenta. “Nel 1929 c’era la tratta Brindisi-Rodi-Istanbul”.

Naturalmente il turismo… ça va sans dire

 

Fra le vocazioni naturali della zona, c’è quella turistica.

Borgo Egnazia

Possiamo suddividere l’area in due parti, quella nord (Ostuni,Torre Canne e Fasano)con resort di categoria Lusso,tipo ad esempio Borgo Egnazia,e quella a Sud di Brindisi che arriva al Salento. E’ in fase di recupero un numero consistente di masserie mezze abbandonate. Qui sono attivi gruppi che creano resort di lusso, come il gruppo Epoca. Ora, con il mio ruolo di advisor per Fondazione Italic Us, ci rivolgeremo al mercato americano in maniera prioritaria”.

 

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