L’arte apre un corridoio temporale –ed escatologico- fa la Striscia di Gaza e la fuga in Egitto, portando la Sacra Famiglia al centro di una scena simbolica per comunicare al mondo la speranza, il valore umano dell’accoglienza, la redenzione. La Famiglia Esule è il capolavoro figurativo, dalla forte tensione drammatica espressa da un sapiente uso del colore, che il maestro Alessandro Fantera ha presentato il 16 gennaio nella cornice di Palazzo San Callisto a Roma.
Un continuum fra il lascito di Papa Francesco, il messaggio del Giubileo e le parole di pace di Papa Leone XIV. Questo olio su tela, concepito il stretta collaborazione con lo scrittore Francesco Lisbona (curatore dell’artista), la critica d’arte Milena Naldi e l’architetto Pierluigi Cervellati, prende il tema della fuga e lo rende fulcro di contemporaneità, metafora dei grandi sconvolgimenti che animano il pianeta. L’opera si configura infatti come preghiera rivolta agli esuli: «Coloro che in passato hanno accolto una famiglia in fuga, oggi vengono a loro volta accolti» hanno spiegato artista e curatore. Il Cardinale Michael Czerny SJ ha donato a Fantera e al suo staff una piccola immagine raffigurante la Sacra Famiglia in fuga dall’Egitto, disegno realizzato dalla sua amata nonna intorno al 1930.
Fantera aveva già realizzato opere di impatto religioso, come San Petronio e l’Angelo, esposta nella Basilica di San Petronio durante la Santa Messa per la festa patronale del 4 ottobre 2024, e attualmente ubicata nella Curia di Bologna su volontà proprio del Cardinale Matteo Maria Zuppi.
Anche allora, il tratto realistico capace di attualizzare volti e morfologie si fondeva con l’iconografia tipica dell’arte antica, dando vita a una suggestione straordinariamente originale.
Qui, la Famiglia Esule rappresenta un salto in avanti, considerato il carico morale del messaggio e il suo legame con la storia attuale.
Nelle sue allegorie e nei suoi tratti neo-antichi, che pure sanno ascoltare e fare testimonianza del presente, c’è chi potrà riconoscere l’eredità spirituale del papato di Francesco e le parole di fede e riconciliazione del nuovo pontefice.

San Petronio e l’Angelo
Musica e Arte in un duetto virtuoso
Alessandro Fantera è un pianista classico, diplomato al Conservatorio. Proprio durante il suo percorso di studio, il maestro Pietro Pistolesi ne nota la poliedricità artistica, invitandolo a coltivarla sia attraverso la musica sia seguendo la via della pittura. In questi anni, Alessandro matura la propria fascinazione per la pittura realistica e l’ispirazione per il suo primo quadro, Peccato numero 8 (esposto in seguito nella cappella di Santa Brigida). Poi, seguono anni in cui Fantera, ammesso al Conservatorio di Firenze, approfondisce lo studio dell’arte antica ed esegue copie di grandi opere come Marta e Maria Maddalena di Caravaggio, La Madonna della Seggiola di Raffaello, Il bacio di Hayez, i Girasoli di Van Gogh, i Papaveri di Monet ed altri.
Nell’ottobre 2022, si trasferisce per motivi lavorativi a Bologna e, in seguito all’incontro col Cardinale Zuppi, propone la realizzazione di un quadro su San Petronio per l’omonima Basilica. Il 4 ottobre 2024, in occasione della festa patronale, viene esposta l’opera San Petronio e l’angelo. La vocazione spirituale e neoantica di Fantera creano un lessico che non sfugge ai vertici del Vaticano, ai quali proporrà un’opera per il Giubileo. La Famiglia Esule viene accettata dal Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, tramite l’ausilio del cardinale Fabio Baggio: i lavori terminano nell’ottobre del 2025.






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