La sartoria cool di De Santis Alvarez

Ott 27, 2025Moda e design

Metti un sarto, capace di strutturare capispalla di bellezza vertiginosa e di “smontare” gli archetipi classici per ricostruirli in versione unica. E aggiungi uno stilista in senso pieno, un artista della forma, che crea su manichino e plasma la stoffa come argilla.

Ecco qui il duo De Santis Alvarez: al secolo Carmine de Santis e Martin Alvarez. Carmine è di Salerno, discendente da una storia famiglia di sarti, che vestì personalità come Luciano Pavarotti.

Aniello Se Santis, suo padre, niziò nel 1961, con una sartoria classica di altissimo livello, divenuta iconica sul territorio.

Carmine prende la via di Milano con un bagaglio importante nel DNA, che declina in maniera versatile e contemporanea dando vita a un cifra stilistica nuova: più rigorosa ma in ogni caso artistica, nel daily wear e roboante nella sera.

 

L’incontro con Martin Alvarez risulta un’alchimia perfetta: Martin disegna gli abiti a manichino, partendo da geometrie di base per compiere veri e propri miracoli di destrutturazione. Ne escono abiti farfalla, da vestale, spesso doppiati in cromie meravigliose. Al pari, padroneggia con maestria i tessuti elaborando qualsiasi tipo di foggia.

Per esprimere al meglio la loro creatività nel rispetto dei costi finali, senza inficiare di una virgola il pregio del made in Italy, De Santis Alvarez acquistano un laboratorio di produzione a Vigevano: i tessuti sono sempre customizzati, nulla è mai seriale. Le collezioni vengono presentate nell’atelier di Via Ariberto 1, a Milano, all’angolo con Corso Genova.

Le vendite nel mondo vengono seguite dal prestigioso showroom Elisa Gaito. I capi approdano negli USA, soprattutto a New York, che adora la donna metropolitana con un innegabile piglio italiano di De Santis Alvarez. Ma altresì negli Emirati, in Europa, in Asia.

Smontare il classico per ricostruirlo

Nulla in una collezione De Santis Alvarez è banale.

Maniche tagliate a spicchio con effetto insufflato, cappe trasformiste che cambiano con giochi di cinture, tessuti regimental da camiceria trasformati in chemisier femminili, gonne tagliate in spieco con piping a contrasto.

E poi broccati rielaborati, ricami déco, giacche color caffè con bordature cerulee, tweed flottanti. Metri di tulle trasformati in abito da gala. Se il giorno di De Santis Alvarez  è urban chic, la  sera fa brillare gli occhi. Si parte da abiti in satin per arrivare a un tripudio di ricami, a short dress intrisi di paillettes e castoni, fino a rivisitare il robe manteau facendolo diventare capo irrinunciabile.

L’eleganza è un codice, parte dal pensiero per diventare forma. E l’intelligenza riesce a giocare con i simboli, dando vita, ad esempio, a una Geisha Newyorkese, come accade nell’ultima collezione del duo creativo.

Quando sartoria fa rima con alchimia

Il capospalla è un pezzo forte di De Santis Alvarez. E le modalità con cui viene rivisitata sono sempre emozionanti.

Ad esempio, si può vedere una giacca taglio blazer con un carré sul dietro, su cui viene applicata una plissettatura a piega piatta, come fosse una frangia. L’effetto è nuovo e tridimensionale.

Allo stesso modo, la gonna longuette ha una baschina con plissé sul davanti, in modo tale che si possa staccare.

I plissé soleil si colorano di pizzo Chantilly ton sur ton, i carré di tulle tagliano finestre su tessuti vegetali iridescenti. Ampi oblò lasciano respirare le giacche estive, maniche mantello si aprono come ali.

Ricerca tecnica, linguaggio sartoriale e fluidità emozionale giungono al dialogo perfetto.

Qui, è il caso di lasciar parlare le immagini.

 

 

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