Le cattedrali sotterranee di cantine Coppo, un patrimonio UNESCO

Ott 16, 2025Aziende

Cantine del 1890. Unite da percorsi sotterranei degni di una cattedrale, scavate nei secoli dai produttori di vino. E per questo, entrate nei novero dei siti che sono definiti patrimonio UNESCO.

Le cantine Coppo sono nel cuore di Canelli, fondate da Piero Coppo in pieno Monferrato, scavate nelle profondità della collina.

Per Coppo, le sue cattedrali sono non solo retaggio di una tradizione secolare, ma patrimonio da esibire con orgoglio  ai turisti che frequentano gli snodi sotterranei e che contestualmente degustano le meraviglie eno gastronomiche della zona.

Infatti, l’azienda ha appena iniziato il percorso di restauro del palazzo Seicentesco adiacente al cortile delle cantine, dove stanno prendendo forma cinque appartamenti moderni che offrono ai visitatori l’opportunità di dormire nel cuore del Monferrato.

La proprietà subentrata nel 2021, la famiglia Lanci Soldadino, sta avviando anche la ristrutturazione di Villa Giada, con ampie aree dedicate ad accoglienza, degustazione ed esperienze in vigna. Grazie al recupero di un antico fienile, Villa Giada renderà disponibile un antico bistrot destinato a magnificare l’esperienza gastronomica.

Il progetto di Giuditta Soldadino e Gianfranco Lanci

Giuditta Soldadino è milanese,  con una duplice laurea in Lingue e Letterature Straniere e Marketing e  comunicazione; nel 2021 entra nel mondo vitivinicolo insieme al marito, Gianfranco Lanci, acquisendo le storiche cantine Coppo e Villa Giada, fondate nel 1892, con il loro complesso di gallerie scavate nel tufo.

Una delle perle di questo paese, valorizzata dai due nuovi proprietari con l’intento di creare un gruppo al 100% italiano, ma protagonista sullo scenario mondiale.

Il sito ha non solo un valore storico-archeologico, ma rappresenta altresì la contemporaneità e la capacità gestionale di un’azienda all’avanguardia: si tratta proprio di quella capacità di unire l’unicum italiano alla visione globale che qualifica la vera eccellenza.

85 ettari di vigneto che annoverano la vigna Ravera nel comune di Novello, da cui arriva un Barolo di spiccata freschezza ma altresì elegante. Poi, un vigneto dell’altrettanto celebre cru Bussia, nel comune di Monforte d’Alba o quelli del Nebbiolo nella zona Rive a cui si aggiungono terre vocate alla produzione di Langhe Nebbiolo, Gavi e Barbaresco.

I vigneti sono certificati dal Sistema di Qualità Nazionale Produzione Integrata (SQNPI), garantendo il rispetto dell’ambiente e il valore del prodotto. Ma non solo. Il progetto attuale include il potenziamento della capacità produttiva. Nei primi mesi del 2024 è stato infatti installato e avviato un impianto di imbottigliamento di nuova generazione, progettato per migliorare l’efficienza e ridurre l’impatto ambientale: ciò significa ottimizzare i tempi, diminuire gli sprechi d’acqua e il consumo energetico

I tour che rimangono nel cuore

Passare da Coppo significa affondare nei suoi 130 anni di storia e bearsi con la vista, nonché con le papille gustative: qui vige non solo una forte tradizione spumantiera, ma altresì vengono enfatizzate le proprietà di vini come il Barolo, il Barbera, il Barbaresco, lo Chardonnay. 85 ettari di vigneto al crocevia fra Alto Monferrato e Langhe, nella zona emblematica dell’eccellenza vitivinicola piemontese.

Nel 2012 l’azienda è stata inserita da Unioncamere nel Registro Nazionale delle Imprese Storiche, con più di un secolo di ininterrotta attività nel medesimo settore merceologico.

Percorrere le “cattedrali”, pernottare in un palazzo del ‘600, vivere l’anima del Monferrato è un’esperienza che resta nel cuore.

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