Nel Medioevo, in Franciacorta -la zona che si estende dalla sponda meridionale del Lago d’Iseo alla città di Brescia- si beveva il vino Crespia. E proprio così, Villa Crespia, si chiama la cantina di Muratori, che si sviluppa in profondità per quasi 20 metri, consentendo di sfruttare la gravità per la movimentazione dei mosti dopo la vendemmia e garantendo un microclima naturale per tutto l’anno.

La tenuta Muratori
Muratori è un’azienda storica e la bellezza del packaging tradisce un’origine tessile: il nonno fondò dapprima una filatura cotoniera, finché la concorrenza asiatica non lo costrinse a cercare un’alternativa. “Mio nonno era contadino e l’agricoltura offriva barriere di ingresso –racconta Alberto, vice presidente Muratori, che insieme alla sorella Michela gestisce questa splendida realtà. L’intuizione del nonno è stata vincente.

Alberto e Michela Muratori insieme al team di lavoro
Oggi Muratori, sui suoi 60 ettari, sviluppa 6 etichette, che provengono da altrettante unità vocazionali capaci di rappresentare la complessità del territorio, diverso a seconda del suolo, della vegetazione, delle correnti.
Alcune terre hanno origine glaciale, altre sono più argillose e sabbiose, con effetti mitigatori del Lago di Iseo
racconta ancora Alberto. L’area collinare del Franciacorta si è formata dal ritiro dei ghiacciai 10.000 anni fa, cosa che crea un microclima ideale per la viticoltura.
Dalle 26 parcelle di vigneti Muratori nascono circa 90 vini base, che vengono poi assemblati per la produzione di spumanti.

Le etichette Muratori Franciacorta
E che spumanti, ci permettiamo di aggiungere! Alla recente presentazione, svoltasi presso la showroom milanese di Rossi di Albizzate (nome storico del design di cui Italic Us ha già parlato), abbiamo degustato il Franciacorta Brut, in prevalenza Chardonnay, floreale e agrumato, contraddistinto dal packaging nero con una fascia blu vibrante. Sarà un caso ma sono proprio i colori dell’Atalanta, squadra calcistica di Bergamo con cui Muratori ha una partnership.

Muratori Brut
Poi, lo splendido Rosé, nato dall’incontro fra Chardonnay e Pinot nero, che viene valorizzato nella sua verticalità. La dolcezza del lago è presente nel Millé, millesimato che nasce da uve collinari, avvolgente, cremoso, dalla bolla sottile e persistente.
Infine, Numero Zero, un capolavoro in assenza di dosaggio, che nei tempi della sua uscita, ovvero gli anni Novanta, era stato pionieristico.
Capolavori perfezionati da Riccardo Cotarella
Nel 2020, Muratori si è affidata alla competenza dell’enologo Riccardo Cotarella, nome internazionalmente conosciuto.
Con lui abbiamo sperimentato un cambio di impostazione che investe la disciplina, la cultura del lavoro, la cura di dettagli come la differenza di mezzo grado nelle vasche e l’ora in cui effettuare la vendemmia
Ci sono dettagli che solo la finezza di un esperto può capire, ad esempio l’estrazione della buccia nel Rosé, da mantenere “il più limitata possibile perché si rischia di estrarre la componente tannica”. A questo importante passo si è aggiunto il rebranding, che ha portato il nome Muratori in etichetta.

amore per la terra
Delle circa 400.000 bottiglie l’anno vendute, 250.000 sono di Brut.
L’export ha dato segnali positivi, soprattutto verso paesi dell’Est Europa come Polonia, Repubblica Ceca, Ucraina. Anche i giapponesi apprezzano i nostri vini, si sposano bene con la loro cucina
Uno stile che accompagna divinamente piatti freschi e leggeri. Oltre alle quattro etichette menzionate, ci sono il Cisiolo, Dosaggio zero Blanc de Noirs 100% Pinot Nero e il Riserva del Gelso, che prende il nome da un antico albero di gelso presente nella proprietà.
Ora, si attende Vinitaly 2026, che è alle porte.






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