Come potrebbero essere degli occhiali ispirati a Parigi? O a Cape Town? O a New York, Marrakech, Roma, Shanghai?
Eyepetizer, marchio made in Italy capace di portare allo Zenith il design e la ricerca tecnica pur tenendo fede ai dettami dell’artigianalità, ce lo ha rappresentato all’ultimo Mido, fiera mondiale dell’eyewear conclusasi il 2 febbraio a Milano.

Il rosa delle facciate di Porto, l’ocra dei muri a crudo marocchini, la notte blu parigina, il giallo acido delle luci costantemente accese nella metropoli cinese, sono stati la guideline che ha portato alla creazione di modelli indimenticabili.

Per l’occasione, lo stand è stato trasformato nella lounge di una compagnia aerea, con tanto di pilota e desk di partenza. Uno spirito pienamente allineato all’anima del brand, che fa sul serio senza prendersi troppo sul serio: il nome stesso, giocato su un doppio senso, inneggia al gusto della vita, con la giusta dose di irriverenza ma senza mai trascendere.

Collezione Manhattan
Laddove Federico Vitali, il titolare dell’azienda insieme a Cristina Guglielmino, diventa molto serio è sulla qualità e sulla ricerca. In un settore dominato da plastica e acetato, Eyepetizer, ha riportato in auge l’acciaio ultra sottile, pervaso dal colore di lenti accese, o dai toni pastello, o ancora forgiate in perimetri originali. Qui si superano gli archetipi omologanti per forgiare un immaginario nuovo.

Modello della serie Ripley, ispirato a Mongibello
L’occhio si immerge in nuances sempre differenti perché per Eyepetizer l’occhiale non solo deve proteggere dai raggi del sole, ma deve anche vestire, decorare, e rendere la vista sempre nuova, una scoperta. E’ così che prende forma quel gusto di una vita a colori che è la cifra distintiva del brand.
Esplorazione concettale “out of the box”
Qui, il sano istinto esplorativo si concilia con dati e analisi di mercato. Questa azienda si potrebbe per certi versi considerare un incubatore di idee e progetti, elaborati con grande ironia e capacità creativa. Uno di essi è Eyes-cream, linea da lettura confezionata come gelato che accompagna il piacere della lettura e che viene messa a disposizione in alcuni dei locali più cool di Milano per gli avventori e ospiti che necessitino di un paio di occhiali.

Un modello della collezione Eyes cream
Questo approccio funziona bene non solo a Milano, ma su tutti i mercati che apprezzano Eyepetizer: l’Europa, con qualche punta di vendita anche in Russia, il Messico, da poco anche l’India.
Stiamo sviluppando dei modelli di celluloide anche nella linea vista
spiega Federico Vitali, che per prendere ispirazione torna ogni tanto nelle sue Marche, allontanandosi dalla sede milanese.
L’idea di creare un marchio made in Italy, Federico e Cristina l’hanno avuta nel 2012. Federico è stato per lungo tempo agente in Nord Europa e Francia, quindi strettamente connesso ai desiderata del mercato.
Comperavo da aziende estere e distribuivo in Italia, l’ho fatto per 40 anni divertendomi molto. Non ho mai trattato prodotti di grandi realtà, tradizionali, erano sempre articoli di nicchia
Poi, a Ibiza, l’idea di dare vita a qualcosa di proprio. Con una visione molto chiara, è il caso di dirlo!
Un prodotto fatto in laboratori italiani, posizionato a livello alto, nelle migliori vetrine di ottica e nei department stores; ma era chiaro già allora che il mercato aveva bisogno di un prezzo democratico, infatti stiamo in media sotto ai 200 euro. Per quattro anni ci ho rimesso, non ho marginato, poi abbiamo iniziato a crescere
Qui l’occhiale non pesa, né sul viso né sul portafogli. Nessun logo esibito, a parlare è il design. Sono i colori delle lenti, le finiture oro, argento, canna di fucile, l’acciaio ultraleggero. Le forme cutting edge.
La capacità innegabile è saper tradurre in linguaggio estetico ispirazioni del sentire collettivo, o del patrimonio artistico e antropologico.
Eyepetizer ha un negozio pilota a Milano, in via Marsala, cui si aggiungono Polignano a Mare e Ibiza.






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