Costruire all’italiana, rimanendo competitivi

Gen 29, 2026Aziende

Esiste un’eccellenza italiana poco raccontata: quella dell’involucro edilizio. Che porta con sé non solo la perizia del costruire ma efficienza energetica, sicurezza, comfort abitativo.

Tanto che l’export prodotto da questo microcosmo di piccole medie imprese rappresenta il 25-30% sul totale del comparto.

Come ha ribadito il Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso

l’involucro edilizio rappresenta oggi il primo e più importante presidio per il comfort abitativo e l’abbattimento dei consumi non è un elemento passivo ma è l’asset fondamentale dell’efficienza energetica del nuovo costruito. Il comparto è il fiore all’occhiello della nuova manifattura: non solo genera export per oltre 3,5 miliardi di euro, ma crea lavoro qualificato, trasferisce tecnologia e diffonde eccellenza.

E si parla di prodotto italiano a pieno titolo.

materiali d’avanguardia, cura artigianale, design funzionale e affidabilità industriale sono elementi riconosciuti e scelti nel mondo. Dobbiamo fare squadra per consolidare la competitività, sostenere le imprese e acquisire ulteriori competenze, valorizzando il saper fare italiano

Questa esortazione è stata espressa durante la conferenza stampa di Caseitaly Expo, fiera concentrata proprio sull’involucro edilizio e giunta alla sua seconda edizione -prevista dall’11 al 13 febbraio a Bergamo. Attorno ad essa ruotano associazioni di categoria come Acmi (porte e serrande), Anfit (finestre), Assites (tende, schermature solari e chiusure tecniche), Pile (lattoneria edile), nonché Finco, federazione nata nel 1994 e capace di aggregare circa 40 associazioni e oltre 14.000  imprese. 150.000 addetti e 35 miliardi di fatturato aggregato.

Qui ci sono realtà come Fagioli, che ha sollevato il relitto della Costa Concordia affondata davanti all’Isola del Giglio. O Tosto, eccellenza mondiale della saldatura, come spiega la Presidente Finco Carla Tomasi, imprenditrice italiana di spicco nel mondo del restauro.

La Presidente Finco Carla Tomasi durante la conferenza stampa

Pmi: valore o diminutio competitiva?

Se è vero che siamo il paese della biodiversità più ampia d’Europa, lo stesso vale anche per le nostre aziende –prosegue Tomasi- Abbiamo una forte cultura della costruzione ma decidono pochi player; necessitiamo di un Rinascimento culturale, c’è bisogno di guardare alla base della piramide e non confrontarsi con i soliti quattro o cinque interlocutori.

Siamo il Paese che ha 50 e più tipologie di olio. Noi siamo questo, è la nostra impronta. Bisogna dare giusta attenzione alle pmi e alla specializzazione, presentandosi con logiche di filiera

Intanto, da Tomasi apprendiamo che il tempio di Abu Simbel in Egitto venne segato e spostato più sopra dalle maestranze Italiane, con la collaborazione dell’Istituto centrale del restauro e dei cavatori di Massa.

A Caseitaly Expo, la dimostrazione dell’interesse internazionale per questo comparto è tangibile: la delegazione estera di 75 persone in arrivo a Bergamo, sede della fiera, dall’11 al 13 febbraio, vede presenti nazionalità come Albania, Etiopia, India, Mauritania, Marocco, Slovenia, Tunisia, Ungheria, Kenya, Arabia Saudita.

L’organizzatrice della manifestazione, Laura Michelini, già artefice di altre manifestazioni di successo nel settore e con grande esperienza personale in questo ambito, sta orientando Caseitaly Expo all’obiettivo di piattaforma strategica per l’internazionalizzazione delle imprese italiane.

Ho lavorato anni nel settore dell’estrusione, con focalizzazione sui mercati esteri; ho visto spesso come le aziende italiane venivano guardate, con un misto di preoccupazione e invidia per il loro saper fare, per il modo di lavorare artigianale. Questo progetto fieristico vuole proprio portare all’attenzione del pubblico la capacità italiana

Caseitaly Expo si avvale del supporto di Maeci –Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale- e di ITA, Italian Trade Agency, attraverso il programma Opportunitaly.

Un esempio virtuoso, Resstende

Per capire come sta cambiando il settore della progettazione, in vista della necessità di unire soluzioni energetiche ed estetica, vale citare il  caso Resstende, capace di soluzioni custom destinate a residenziale evoluto e all’HoReCa.

Come afferma Riccardo Gasparini, managing director di Resstende

Oggi l’ombreggiamento non è più un elemento accessorio, ma incide direttamente sul comfort abitativo, sull’efficienza energetica e sull’identità estetica degli edifici.

Per questo lavoriamo prevalentemente su soluzioni custom, per promuovere un confronto con progettisti e serramentisti, così da favorire un’integrazione corretta già in fase progettuale

Made in Italy, in questo caso, significa quel quid in più.

La manifestazione e la nostra partecipazione nascono dalla volontà di contribuire attivamente a una visione evoluta dell’involucro edilizio, in cui le schermature solari siano considerate parte strutturale del progetto architettonico e non un elemento aggiunto

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *